“LA VIA LOCALE ALL’UNITA’ SINDACALE”? SI PUO’ FARE
Il Segretario provinciale della CISL, Massimo Castellani, nell’Opinione del 18 maggio, si chiede – parlando della “via locale all’unità sindacale” – se sia traducibile anche a Verona, il percorso tracciato a Rimini nel recente congresso nazionale della CGIL, i cui esiti rappresentano – afferma Castellani – “..il presupposto per una ripresa del confronto unitario liberi da atteggiamenti massimalisti”. Credo che la risposta a questa domanda stia tutta dentro alla storia della CGIL che ha sempre ricercato e, quando è stato possibile, praticato con convinzione e determinazione la ricerca delle possibili convergenze anche quando, come in questa fase, le divisioni fra CGIL, CISL e UIL sono profonde, su questioni strategiche.
Alcune delle proposte che Castellani riprende come possibile terreno di iniziativa comune non sono nuove, ma sono state da noi ripetutamente sollecitate e, in passato, anche sperimentate. Nei confronti della Giunta Zanotto, ad esempio, presentammo una vera e propria piattaforma, che portò ad un accordo, con le aziende sanitarie arrivammo ad una importante intesa in materia di dimissioni protette, i sindacati dei pensionati fecero un accordo in materia di sicurezza. Poche cose, per carità, ma con chi governava allora l’Amministrazione comunale, qualche sede di confronto, sia pure faticosamente, eravamo riusciti a conquistarla. Il “modello Tosi” invece, è tutt’altra cosa, perché alla base di tale modello vi è l’idea dell’autoreferenzialità della politica rispetto ai corpi sociali intermedi, prova ne sia che in nessuna occasione è stato possibile per CGIL, CISL e UIL incontrare ufficialmente il Sindaco; il comune di Verona si è anche chiamato fuori dal Patto anticrisi che come OO.SS. abbiamo costruito nella primavera scorsa, coinvolgendo Provincia, Camera di Commercio e tutte le associazioni datoriali.
Da qui dobbiamo ripartire, mettendo in campo proposte e iniziative nei confronti dei Comuni e delle aziende sanitarie.
“Le persone, i lavoratori, ci chiedono unità … convinti, come lo siamo noi che uniti si è più forti”. Concordo sul fatto che il compito del sindacato è quello di “fare sindacato”, in piena autonomia dai partiti e dai governi, e di lavorare per arrivare a fare accordi. Per questo ritengo auspicabile che proprio da temi come fisco, crisi, rappresentanza, si possa ripartire a livello nazionale e anche territoriale, per ricomporre un lavoro e un impegno comuni. L’emergenza crisi è tutt’altro che finita, e credo che noi dobbiamo darci delle priorità: lavoro, diritti, tutele (a partire dalla riforma fiscale e dalla riforma degli ammortizzatori sociali).
Il tema della democrazia economica, sicuramente interessante e da approfondire, non mi sembra oggi la vera priorità, tanto più in un contesto nel quale il “contraente debole” (che è e resta il lavoratore nei confronti del “contraente forte” che è e resta l’impresa) rischia di essere sempre più debole, a confrontarsi da solo con il proprio datore di lavoro.
Nessuno, caro Massimo, tanto meno la CGIL, pensa che la piazza sia l’unica strada per risolvere i problemi, ma un sindacato che “fa sindacato” e cioè il suo mestiere, cerca soluzioni, discute, contratta, e se ci sono le condizioni (è stato così per molti rinnovi contrattuali) firma gli accordi, facendo esprimere i lavoratori con il voto nel merito degli stessi (oltrechè sulle piattaforme, tanto più nel caso di accordi sulle regole, come quello sui modelli contrattuali), ma se le condizioni non ci sono, mette in campo gli strumenti che possiede, la mobilitazione e anche lo sciopero. Sul fisco avevamo una piattaforma unitaria sulla quale eravamo pronti allo sciopero generale contro il governo Prodi. Su quei contenuti abbiamo scioperato, da soli, il 12 marzo scorso. Vogliamo parlarne? La CGIL di Verona, al proprio congresso, ha proposto un lavoro comune sulla contrattazione territoriale (per i lavoratori delle piccole imprese e delle aziende artigiane che non hanno il secondo livello di contrattazione) e sul versante sociale. Registro con piacere la tua disponibilità. Sì, direi che si può fare.
Carla Pellegatta, Segretaria Generale CGIL Verona |