Dichiarazione di Carla Pellegatta, segretaria generale CGIL di Veron
Con l’annuncio di Glaxo della chiusura del Centro di Ricerche dello stabilimento di Verona, la situazione economica e occupazionale del nostro territorio assume connotati pesantissimi. Non sono a rischio “solo” (si fa per dire) altri 550 posti di lavoro, peraltro ad alta qualificazione, ma rischia di venir meno uno dei punti di eccellenza a livello nazionale ed europeo, in un settore – quello della ricerca e dell’innovazione – già pesantemente penalizzato dalle politiche nazionali che destinano, alla ricerca appunto, quote assai esigue di finanziamenti. Il processo di de-industrializzazione che da anni è in atto nella nostra provincia deve essere fermato, e occorre mettere in campo politiche industriali, energetiche e infrastrutturali finalizzate ad agevolare la ripresa e lo sviluppo, senza i quali, settori altrettanto strategici come il terziario, rischiano di essere travolti e di non essere in grado, da soli, di sortire effetti trainanti sull’economia territoriale.
Non passa giorno, ormai, senza che le imprese annuncino tagli, chiusure, licenziamenti o – quando va bene – cassa integrazione (in via di esaurimento). Le istituzioni, il sistema del credito, le associazioni datoriali, che si erano impegnate, ai diversi tavoli, insieme alle organizzazioni sindacali a mettere in atto tutte le iniziative necessarie ed utili a fronteggiare – da un lato – le condizioni di crescente disagio e difficoltà di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie e – dall’altro – a progettare in termini strategici le azioni da mettere in campo per un rilancio complessivo del “Sistema Verona”, si stanno muovendo in modo scoordinato, rincorrendo le diverse situazioni contingenti senza alcuna strategia e alcun progetto vero che possa offrire garanzie ai lavoratori, alle imprese e alle migliaia e migliaia di giovani che, con la crisi, si sono ritrovati non solo senza ammortizzatori sociali ma anche senza prospettive occupazionali.
Serve una cabina di regia (questo era il senso del Patto Anticrisi firmato lo scorso anno da Provincia, Camera di Commercio, associazioni datoriali, organizzazioni sindacali) che unisca e coordini i diversi tavoli, con il coinvolgimento pieno del sistema del credito e delle Fondazioni bancarie, perché in una simile condizione nessuno può chiamarsi fuori, e bisogna mettere in campo idee, proposte ma soprattutto politiche territoriali e nazionali che restituiscano centralità e valore al lavoro, politiche fiscali che consentano di recuperare risorse dall’evasione fiscale, per restituire potere d’acquisto a salari e pensioni e risorse da investire sul versante delle politiche sociali e del rilancio del sistema economico e produttivo.
La CGIL, su questi temi, ha elaborato una propria piattaforma sulla quale promuoverà, per il 12 marzo, uno sciopero generale che, in Veneto, sarà di otto ore, con manifestazione regionale. I temi del fisco, dei salari, dell’occupazione sono e rimarranno al centro della nostra iniziativa che assume, anche alla luce di ciò che sta accadendo in questi giorni a Verona, una importanza e una valenza specifiche.
Verona, 5 febbraio 2010
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