FENEAL UIL FILCA CISL FILLEA CGIL Verona
CRISI NEL SETTORE DEL MARMO VERONESE: I LAVORATORI NON VEDONO LA FINE
Con sempre più insistente ottimismo il governo cerca di convincerci che stiamo uscendo dal tunnel della crisi. Non è così!! La produzione del settore lapideo, concentrata nella Valpolicella e nella Valpantena, nel 2008 contava circa 250 aziende e altrettanti laboratori che occupavano circa 5000 lavoratori. La crisi che ha iniziato a mordere dal secondo semestre del 2008 ci consegna queste cifre:
► per più di 800 dipendenti è stata richiesta la cassa integrazione ordinaria; ► circa 400 lavoratori licenziati o posti in mobilità; ► 370 dipendenti di tre aziende posti in cassa straordinaria; ► centinaia di lavoratori precari lasciati a casa alla scadenza dei contratti; ► la disdetta da parte imprenditoriale del contratto territoriale che ha ridotto il potere d’acquisto dei salari. E il peggio deve ancora arrivare!!!
SONO ANNUNCIATI CIRCA 200 ESUBERI NEI PROSSIMI MESI. Se a questo aggiungiamo:
- l’avvicinarsi del periodo invernale, tradizionalmente caratterizzato da un calo di produzione; - la progressiva carenza di liquidità delle aziende; - la forte concorrenza straniera che già prima della crisi internazionale aveva fatto scricchiolare il sistema lapideo veronese
NON VOGLIAMO CHE NELL’IMMEDIATO FUTURO I LAVORATORI PAGHINO UN ULTERIORE TRIBUTO ALLA CRISI
Il sindacato che con grande responsabilità ha gestito in tutte le aziende la situazione di crisi ritiene improcrastinabile un salto di qualità nell’affrontare il delicato periodo da parte dell’imprenditoria del settore.
Richiediamo pertanto
■ L’APERTURA IMMEDIATA DEL TAVOLO DI TRATTATIVA PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO INTEGRATIVO
■ LA COSTITUZIONE DI UN TAVOLO: SINDACATO, IMPRENDITORI DEL SETTORE E ISTITUZIONI FINALIZZATO AD AFFRONTARE E PROPORRE SOLUZIONI AI PROBLEMI DERIVANTI DALLA CRISI
Verona 10 2009 |