BLOCCATE, DA AGOSTO, LE AUTORIZZAZIONI PER LA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA: LA REGIONE HA ESAURITO LE RISORSE. 2.000 DOMANDE FERME ED OLTRE 12.000 LAVORATORI IN ATTESA, A CASA E SENZA SOLDI.
La Cgil sollecita Governo e Regione, preoccupata per l’ulteriore calo occupazionale atteso nei prossimi mesi. “Purtroppo siamo stati facili profeti, a metà luglio, nel denunciare la mancanza di risorse per la cassa integrazione in deroga alla ripresa dell’attività dopo le ferie estive”; lo dice il Segretario Generale della Cgil del Veneto, Emilio Viafora, a fronte dei dati presentati dalla Regione che “confermano un’ impennata delle richieste della Cig in deroga da parte delle aziende, in particolare quelle di piccole dimensioni e dell’ artigianato da cui viene oltre l’80% delle domande”. Secondo i dati di Veneto Lavoro, a fine agosto 2009 le richieste presentate dalle imprese sono state oltre 5.166 per 29.222 lavoratori previsti in Cig. Quelle approvate (sempre a fine agosto) sono state invece 3.142 per oltre 17.000 lavoratori ed un impegno di spesa che supera gli 85 milioni di euro, ovvero tutti i fondi stanziati dal Ministero del Lavoro più la quota regionale ed i residui 2008. “I soldi dunque sono finiti e la prima conseguenza – avverte il Segretario della Cgil - è che la Regione da fine agosto non autorizza più richieste di Cig in deroga. Oltre 2.000 domande sono così rimaste ferme in attesa di ulteriori stanziamenti che il Ministero del Lavoro deve ancora rendere disponibili. Purtroppo vi sono coinvolti oltre 12.000 lavoratori: operai, tecnici ed impiegati lasciati a casa dalle aziende e privi di certezze circa gli ammortizzatori. Ben che vada – aggiunge Viafora –questa situazione comporterà forti ritardi nei tempi di erogazione della cassa integrazione, un problema che nei mesi scorsi ha messo in difficoltà molte famiglie costrette a ricorrere a prestiti e che in questo caso si presenta ancor più delicato, trattandosi di settori dove le retribuzioni sono basse, mediamente inferiori del 20% rispetto a quelle industriali. Il dramma, in assenza di una riforma strutturale degli ammortizzatori sociali che il Governo continua a negare, è che la crisi si ripercuote in modo pesantissimo sulle fasce più deboli e più povere del mondo del lavoro”. Il continuo ricorso a “provvedimenti tampone”, attingendo per altro dalle fonti più disparate, è motivo di disguidi, disagi ed incertezze che finiscono per abbassare la soglia dei diritti per migliaia di persone. Tra questi i parasubordinati rimasti senza lavoro ed altre figure di lavoratori disoccupati che non hanno nessun sostegno al reddito. “Per costoro – ricorda Viafora - l’intesa regionale sugli ammortizzatori prevedeva un’indennità di mobilità in deroga ed alcune misure specifiche, ma ad oggi quell’accordo non ha avuto alcun seguito concreto. Per questo sollecitiamo la Regione a realizzare gli interventi concordati e ad attivare le necessarie procedure. Come Cgil abbiamo intanto sollecitato una risposta rapida e urgente dal Governo che ha sbandierato una disponibilità di 8 miliardi di euro per gli ammortizzatori e finora non ha stanziato più di 600 milioni. Alla Regione chiediamo di alzare la voce ed essere meno timida con l’Esecutivo, perché il tempo passa ed i problemi irrisolti si scaricano sui lavoratori sospesi e licenziati ai quali per vivere non bastano gli slogan”. mestre 17 settembre 2009 |